Comune di Gioia Tauro » Presentazione della Città

 

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Presentazione della Città

«[....] Ed ecco Gioia tra due brevi fiumi che dalla spiaggia bianca e rilucente si spande col suo mare d'oliveti verso l'interno della vasta Piana; ecco Gioia operosa e produttiva centro, da sempre, di commerci attivi, di traffici diversi e molte industrie. Sorta sui resti di Metàuria antica, ricca di boschi fitti e secolari dove la voce del Petrace amico s'unì con quella maschia dei Zanclei [...] qui peregrino giunse a rinsavire il leggendario matricida Oreste perseguitato dalle folli Erinni; qui, forse, nacque e fanciulletto ancora fissò nel cuore e nella mente il canto dell'acqua parlottante tra le pietre, del vento tra le canne e tra le fronde, Stesicoro, l'altissimo poeta. [...] Gioia ha tramonti ed albe affascinanti! Quando l'aurora appare su dai monti e pennelleggia a strisce rosa il cielo facendo strada all'alba e al caldo sole, bello è vedere nuovamente vivi il verde degli aranci e degli ulivi, il mare che si stende all'orizzonte e s'imbelletta con cangianti azzurri [...] E questa terra che da sempre accoglie il forestiero come un nuovo figlio [...] Qui, dove insieme al grano biondo e sano crebbe tenace la gramigna amara, l'aria da sempre s'ammorbò di morchia, s'empì d'odori d'aranceti in fiore, di canti d'usignoli e cardellini.»
                                                                          
                                          da La costa tirrenica da Capo Vaticano a Reggio Calabria
                                          di Antonio Orso

 

 Gioia Tauro è uno dei 33 comuni del comprensorio della “Piana” della provincia di Reggio Calabria. E’ bagnata da due fiumi: a sud dal Petrace (l’antico Metauros) ed a nord dal Budello. Confina con i Comuni di Palmi, Rizziconi, Rosarno, San Ferdinando, Seminara e con il Mar Tirreno.

La Città sorge sulle rovine dell’antica Metauria, importante Città della Magna Grecia. Gran parte dei reperti archeologici, fin’ora recuperati, si trovano esposti in un’apposita sezione dedicata a Metauria, nel Museo della Magna Grecia di Reggio Calabria o nello stesso custoditi, nell’attesa del necessario restauro; mentre altri sono conservati al Metropolitan Museum di New York.

Lo sviluppo di Gioia Tauro, nel corso dei secoli, è stato condizionato da vari fattori: dominazioni (Normanni, Bizantini, ecc.), dall’incursione dei saraceni, dalle vicende di varie famiglie feudatarie, ed inoltre da terremoti e dalla malaria. Ha un territorio fertilissimo grazie al clima mite ed alle bonifiche operate nella seconda metà dell’ottocento e nella prima metà del 1900. Nell’agricoltura è ben sviluppato il settore oleario ed agrumario. I vigneti si sono molto ridotti. Sempre attivo ed operante il plurisecolare mercato settimanale del lunedì di merci varie che si tiene, attualmente, lungo il Viale Don Luigi Sturzo e strade adiacenti.

E’ un importantissimo centro commerciale, agricolo, turistico e portuale della Provincia di Reggio Calabria. E’ sede di numerosi uffici pubblici. E’ sede di ben sei tra filiali o agenzie di istituti bancari tra i più rinomati a livello nazionale ed internazionale. Di due uffici postali e di un’agenzia postale privata presente a livello nazionale. E’ ben collegata con l’Autostrada Salerno Reggio Calabria (A3). E’ anche un nodo ferroviario e di autolinee di gran rilevanza, sia per i Comuni del Comprensorio della Piana e sia per quelli della costa jonica. Si trova a breve distanza ed in posizione equidistante dagli Aeroporti di Reggio Calabria e Lamezia Terme.

Dal parco delle rimembranze, dall’affaccio Barone e dalla lunga ed ampia spiaggia è possibile apprezzare dei tramonti incantevoli e delle albe piene di fascino. In primavera ed i condizioni meteo favorevoli è ancora possibile percepire nell’area il buon profumo di zagara.

Il centro storico vero e proprio è rappresentato dal quartiere denominato “Piano delle fosse”. Durante la dominazione spagnola, in coincidenza con le scorrerie dei saraceni, lungo la costa anche a Gioia furono erette delle torri d’avvistamento, al fine di consentire alla popolazione di potersi difendere dalle invasioni dei pirati. La torre detta di Don Giacomo è quella che meglio si conserva rispetto a tutte le altre.

Nei primissimi anni del 1800, coi francesi, il comune, allora detto Università, venne ricompreso nella Calabria Ulteriore con capoluogo Monteleone (l’attuale Vibo Valentia). Pochi anni dopo era stato ridotto a semplice Villaggio di Seminara, nel circondario di Palmi. Quindi, nel 1816 ridiviene Comune autonomo nell’ambito della provincia di Reggio Calabria.

Con Decreto del Presidente della Repubblica Italiana, Antonio Segni, del 22 ottobre 1963 a Gioia Tauro è stato concesso il titolo di Città. Dal 1978 fa parte della Diocesi Oppido-Palmi, mentre prima ricadeva nella Diocesi di Mileto; comprende Quattro parrocchie e sette chiese. Sant’Ippolito martire è il patrono della Città, la cui ricorrenza è il 13 agosto.

In ordine all’origine del nome, il concittadino Pietro Vissicchio, nell’edizione 1995 del volume “Gioja Tauro vicende storiche cittadine da Metauros ad oggi”, afferma: <<la Città si chiamò Metauria (di chiaro idioma latino) durante il dominio romano e mantenne tale denominazione fino alla sua distruzione avvenuta probabilmente intorno al 1000 e non vi è alcuna traccia fino al 1271. Essa, infatti, riappare con l’appellativo di Johe (di evidente lessico spagnolo) in un registro angioino. Ciò sembra dovuto ai molti toponimi con i quali si soleva indicare: Golia, quasi gemma, e poi Giovia, Joa, Zoa, (o Zoi) e, in dialetto calabro, Gioi (tutt’oggi si dice così). Tale ultima denominazione è dovuta al termine Zoi (che in greco significa vita) che vuole indicare ricchezza e fertilità de sito per cui non era avventato definire ‘vita'? Tutta la zona circostante (la Piana). Col tempo l’appellativo mutò nell’italiano Gioja e tale vi rimase fino al 26 marzo 1863 giorno in cui, su proposta dell’allora Sindaco, Luigi Baldari, venne aggiunta la parola “Tauro”. La denominazione attuale è, quindi, Gioja Tauro anche se la si indica spesso con la “i” normale al posto della “j”.

A Nord della Città sorge il Porto di Gioia Tauro, il più grande d’Italia e del Mediterraneo e tra i primi tre in Europa per dimensioni, potenzialità e per il traffico a mezzo continers. Esso è collegato con i più importanti porti mondiali del Trashipment ed è una realtà in continua espansione, confortata anche dai dati statistici che non lasciano dubbi sull'aumento del traffico portuale a Gioia Tauro. Rispetto agli altri porti mediterranei, quello di Gioia Tauro offre oltre cinquemila metri di banchine, una superficie di ben 1.240.000 mq, per cui si possono soddisfare le esigenze di una grande varietà di servizi, di una notevole moltitudine di utenti. Inoltre, grazie ad un bacino d’ingresso di diametro di circa 750 metri, nonché ai suoi fondali, profondi fino a 18 metri, possono attraccare navi fino a 14.000 Teus, cioè le navi giramondo di grandissime dimensioni.

Gioia Tauro, per la sua ubicazione, per l’importanza dei suoi commerci, per la presenza di un porto, sempre più in continua crescita, si candida ad essere un importante volano per lo sviluppo della Regione Calabria e dell’Italia, specie per ciò che riguarda l’economia meridionale, ma è anche nelle condizioni di proporsi come importante area della logistica europea, capace di attrarre investimenti industriali e operatori della distribuzione internazionali.

 

 

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